di Marta De Sandre

"Nessuna lista di cose da fare. Ogni giornata sufficiente a se stessa. Ogni ora. Non c'è un dopo. Il dopo è già qui. Tutte le cose piene di grazia e bellezza che ci portiamo nel cuore hanno un'origine comune nel dolore. Nascono dal cordoglio e dalle ceneri. Ecco, sussurrò al bambino addormentato. Io ho te".

 

In uno scenario post-apocalittico, un padre e un figlio sono in viaggio, con i pochi averi in un vecchio carrello per la spesa, verso il sud in cerca di calore e futuro, “l'uno il mondo intero dell'altro”. Non hanno un nome, non ce ne è bisogno. Non hanno una moglie e una madre, nemmeno di lei c'è bisogno. Parlano pochissimo, anche le parole sono superflue.

Non ci sono colori, non c'è calore, non c'è più un mondo. Dentro La strada mancano moltissime cose, effettivamente; quello che c'è, privo di ogni orpello, raramente espresso, è un puro e incondizionato amore. Nemmeno l'imbruttimento dell'Uomo, che porta pagine di immagini truci e scene di indimenticabile orrore - il perfetto stile McCarthy -, ci fa mai dubitare, nemmeno per un istante, che si tratti di un libro d'amore. Il padre aiuterà il figlio a sopravvivere in un mondo alla deriva mentre il figlio aiuterà il padre a non smarrire l'umanità, la strada consoliderà il loro rapporto simbiotico, passo dopo passo, fino alla fine.

Questo romanzo viene spesso definito agghiacciante o commovente; personalmente lo trovo tenerissimo ed estremamente positivo: un futuro possibile in un mondo senza possibilità, la forza di due persone unite indissolubilmente che cresce giorno dopo giorno, nutrendosi solo del meglio che ognuno di loro sa offrire. Lo stile è tipico di Cormac McCarthy: asciutto, scarno e senza l'uso della punteggiatura nei discorsi diretti perché, come disse lui stesso “se scrivi correttamente non è necessario bloccare la pagina con strani piccoli segni”  

Ce la caveremo, vero, papà? Sì. Ce la caveremo. E non ci succederà niente di male. Esatto. Perché noi portiamo il fuoco. Sì. Perché noi portiamo il fuoco”. Questo fuoco, piccolo barlume di speranza nell'oscurità di tutta la produzione di McCarthy, gli è valso il Premio Pulitzer.

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