di Marta De Sandre

“Sono nato due volte: bambina, la prima, un giorno di gennaio del 1960, in una Detroit straordinariamente priva di smog, e maschio adolescente, la seconda, nell'agosto del 1974, al pronto soccorso di Petoskey, nel Michigan”. Questo è l'incipit di Middlesex, la storia di Callie, uno pseudoemafrodita e della sua famiglia che parte da un piccolo villaggio greco in Turchia per arrivare negli Stati Uniti. Scopriremo così le ragioni dell'anomalia genetica di Callie sullo sfondo di grandi cambiamenti epocali, conflitti e piccole grandi storie.
Con questo meritatissimo premio Pulitzer, Jeffrey Eugenides ci porta attraverso un secolo di storia senza mai perdere il filo degli eventi; passato e presente si intrecciano in modo armonioso, mai forzato. Non è poco, ma c'è di più. C'è il cambiamento personale e sociale affrontato con leggera consapevolezza; non con fatalismo, ma con forza ed energia e un messaggio importante: ognuno di noi è artefice della propria vita. Gli eventi, le scelte altrui, la storia familiare e il contesto sociale sono solo materie prime: sta a noi plasmarle per creare quello che siamo. Noi e la nostra volontà di assecondare le spinte interiori. Un ottimo libro e una delle copertine più belle viste in questi ultimi anni, elaborata da uno scatto di Karen Yamauchi, fotografa e moglie dell’autore.
